Cosa hanno in comune un foglietto per un farmaco, un articolo divulgativo, un breve saggio critico, un documento legale?
La parola.
Blindata dalle ambiguità, accessibile, che informa e fa riflettere.
E cosa li tiene tutti insieme nel mio portfolio?
Il linguaggio.
Che ogni volta va calibrato per fare da collante tra il rigore per chi scrive e la fruibilità per chi legge.
Il mio lavoro è gestire questa calibratura con il linguaggio chiaro, l’editing di contenuti, la mitigazione del rischio interpretativo – perché biologicamente il nostro cervello non è nato per leggere.